Descrizione
Il carnevale barbaricino è un antico rito agropastorale sardo, incentrato sulla fertilità, il ciclo morte-rinascita e l’esorcismo del male. Inizia il 16 gennaio (Sant’Antonio) e presenta maschere antropomorfe/zoomorfe scure (Mamuthones, Boes) che sfilano con campanacci, simboleggiando la sottomissione dell’animale, la lotta luce-tenebre e la transumanza.
Significato e Origini Arcaiche:
- Rito Propiziatorio: Legato ai cicli agricoli, mira a propiziare la fertilità della terra e del bestiame dopo l’inverno.
- Carrasecare: Il termine deriva da “carne da tagliare” o “carne viva da lacerare”, indicando antichi sacrifici dionisiaci per la morte e resurrezione di Dioniso (Maimone), dio sardo della pioggia.
- Rovesciamento: Simboleggia la vittoria dell’uomo sulla bestia e la sottomissione delle regole, dove l’uomo si spoglia delle sembianze umane (pelli di pecora, maschere nere).
- Esorcismo: I rumori assordanti dei campanacci servono a scacciare gli spiriti maligni.
Maschere e Località Principali:
- Mamoiada – Mamuthones e Issohadores: I primi sfilano in silenzio con campanacci pesanti, i secondi in rosso li guidano e catturano la folla.
- Ottana – Boes e Merdules: Rappresentano la lotta uomo-animale, con maschere bovine e maschere umane nere (sas caratzas).
- Orotelli – Thurpos: Maschere nere che mimano il lavoro dei buoi
- Orani – Su Bundhu: una figura antropobovina che rappresenta la lotta tra l’ordine umano e la forza selvaggia della natura.


Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.